Luigi Mercantini

Nacque a Ripatransone il 19 settembre 1821, figlio di Domenico – assistente e segretario del Vescovo Ugolini – e di Barbara Morelli. Nel giugno del 1824 la famiglia Mercantini si trasferì a Fossombrone per seguire Mons. Ugolini, destinato a quella sede vescovile; nel seminario di questa città Luigi ricevette la sua formazione didattica e culturale. Dopo gli studi iniziò l’attività di insegnamento: le sue prime sedi professionali furono Arcevia e Senigallia.

Dopo l’elezione di Pio IX (1846) al Soglio di Pietro si entusiasmò per le nuove idee di libertà e di riforme, diventando un acceso patriota: nel 1849 dovette rifugiarsi a Corfù ed a Zante per sottrarsi alle persecuzioni austriache. Sull’isola pubblicò una raccolta di Versi (1850) e si dedicò soprattutto all’insegnamento.

Tornato in Italia, si stabilì prima a Torino e poi a Genova, dove diresse il Collegio femminile delle Peschiere.

Dopo l’annessione delle Marche al Regno di Sardegna (1860), ottenne le cattedre di storia e di estetica all’Accademia di Belle Arti di Bologna; nel 1865 fu nominato professore di Letteratura italiana all’Università di Palermo. IN questa città morì il 17 novembre 1872.

I versi ed i canti del Mercantini sono tra i più noti e significativi della lirica patriottica nazionale, ed accompagnarono le vicende del Risorgimento italiano. Le poesie più note sono la Spigolatrice di Sapri– interpretazione originale della sfortunata impresa di Carlo Pisacane del 1857 – e L’Inno di Garibaldi “Si scopron le tombe, si levano i morti”. I Canti di Mercantini, divenuti introvabili, son stati ristampati nel 1996 a cura di Emidio Diletti, dai Comuni di Ripatransone e di Sapri, gemellati nel nome del Poeta risorgimentale. A Ripatransone portano il suo nome: il teatro comunale, il liceo, ed una via